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	<title>Commenti per IL BLOG DI SAMBUCA DI SICILIA</title>
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	<description>Diciamo la nostra ad ALTA voce</description>
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		<title>Commenti su Proposta per la sanità sambucese di Gino</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2009/06/19/proposta-per-la-sanita-sambucese/#comment-119</link>
		<dc:creator>Gino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 12:55:31 +0000</pubDate>
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		<description>Carissimi amici,
non posso fare altro che segnalare lo stato di abbandono adesso totale rigurdo alla sanità: a sciacca l&#039;elisoccorso non c&#039;è più l&#039;hanno tolto e perciò a sambuca i soldi spesi per la base che doveva ospitare l&#039;elicottero non servirà a niente, niente,così come niente siamo noi cittadini quando ci manca questo tipo di aiuto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi amici,<br />
non posso fare altro che segnalare lo stato di abbandono adesso totale rigurdo alla sanità: a sciacca l&#8217;elisoccorso non c&#8217;è più l&#8217;hanno tolto e perciò a sambuca i soldi spesi per la base che doveva ospitare l&#8217;elicottero non servirà a niente, niente,così come niente siamo noi cittadini quando ci manca questo tipo di aiuto.</p>
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		<title>Commenti su Proposta per la sanità sambucese di Gino</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2009/06/19/proposta-per-la-sanita-sambucese/#comment-117</link>
		<dc:creator>Gino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 10:01:50 +0000</pubDate>
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		<description>Carissimo Salvino,
ti ringrazione della tua risposta sò che questa cosa sembra una cosa irragiungibile ma ti posso testimoniare che quando si parla di volontariato funziona tutto,anche i costi ,con la solidarietà della gente e del comune il quale ha già dei fondi per queste motivazioni deve solo farne richiesta........,verranno abbattuti!
Io ho già un progetto come iniziare un volontariato di soccorso senza spendere nulla.
Spero ad Agosto di incontrarti e di poterne parlare perchè sento che qualcosa può nascere.forse in questo momento in cui il 118 di agrigento ha seri problemi ha gestire il soccorso al cittadino un eventuale richiesta di un soccorso fatto di volontari penso che debba essere ascoltato perchè adesso sarà la gente che lo vuole....perchè è abbandonata al suo destino .
sono contento di sapere che ci avevi già penzato in passato e non sò come mai me lo sentivo.
ciao e non perdere le speranze.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Salvino,<br />
ti ringrazione della tua risposta sò che questa cosa sembra una cosa irragiungibile ma ti posso testimoniare che quando si parla di volontariato funziona tutto,anche i costi ,con la solidarietà della gente e del comune il quale ha già dei fondi per queste motivazioni deve solo farne richiesta&#8230;&#8230;..,verranno abbattuti!<br />
Io ho già un progetto come iniziare un volontariato di soccorso senza spendere nulla.<br />
Spero ad Agosto di incontrarti e di poterne parlare perchè sento che qualcosa può nascere.forse in questo momento in cui il 118 di agrigento ha seri problemi ha gestire il soccorso al cittadino un eventuale richiesta di un soccorso fatto di volontari penso che debba essere ascoltato perchè adesso sarà la gente che lo vuole&#8230;.perchè è abbandonata al suo destino .<br />
sono contento di sapere che ci avevi già penzato in passato e non sò come mai me lo sentivo.<br />
ciao e non perdere le speranze.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Proposta per la sanità sambucese di Francesco Sciamè</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2009/06/19/proposta-per-la-sanita-sambucese/#comment-116</link>
		<dc:creator>Francesco Sciamè</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 18:26:48 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco la risposta da parte di Salvino Ricca
Carissimo Gino, ho letto attentamente la tua lettera e rispondo volentieri al tuo appello. Anche io come te sono abilitato all&#039;uso del defibrillatore, in tal senso ho fatto un corso quale operatore della polizia Municipale. Nessuno, nè l&#039;Amministrazione Comunale, nè l&#039;unione dei comuni &quot; Terre Sicane&quot; , hanno ritenuto di dotare i mezzi della polizia municipale di un defibrillatore, possiamo dedurne che per loro questo non è prioritario, come lo è per esempio l&#039;acquisto di un computer di 18.000,00 €. Hai ragione Tu, non è facile trovare un politico che abbia questa sensibilità. 
Qualche hanno fa ho chiesto, nella qualità di Operatore politico di opposizione, la convoczione di un consiglio comunale straordinario aperto, per discutere dell&#039;opportunità di acquistare un&#039;ambulanza e della organizzazione di un servizio di volontariato per gestirla. Una richiesta che purtroppo non ha ritrovato riscontro.
Non vorrei deluderti, ma sono certo che capirai che la nostra Associazione da sola non può fare molto. Due gli ostacoli, uno di ordine economico ( acquisto ambulanza ), l&#039;altro di ordine organizzativo, è indispensabile che tante persone, medici e infermieri compresi, si dicano disponibili per garantire un servizio di pronto intervento h24. Nelle more che tutto ciò si posssa armonicamente concretizzare e l&#039;Associazione lavorerà in questa direzione, Noi ( Associazione Futura ) congiuntamente alla Protezione Civile locale, abbiamo in calendario per il mese di ottobre un convegno sulle &quot;Nozioni di Pronto intervento&quot;.
Ho profonda stima e rispetto per quanti da lontano pensano alla Nostra Sambuca il cui declino sembre inarrestabile.
Io come tanti altri e sono certo come te,  non vogliamo che ciò accada, per questo abbiamo costituito l&#039; Associazione Futura. Per fermare questo declino e contribuire alla sua RINASCITA.
Spero di incontrarti. Ciao
Salvino Ricca - Presidente dell&#039;Associazione Futura</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la risposta da parte di Salvino Ricca<br />
Carissimo Gino, ho letto attentamente la tua lettera e rispondo volentieri al tuo appello. Anche io come te sono abilitato all&#8217;uso del defibrillatore, in tal senso ho fatto un corso quale operatore della polizia Municipale. Nessuno, nè l&#8217;Amministrazione Comunale, nè l&#8217;unione dei comuni &#8221; Terre Sicane&#8221; , hanno ritenuto di dotare i mezzi della polizia municipale di un defibrillatore, possiamo dedurne che per loro questo non è prioritario, come lo è per esempio l&#8217;acquisto di un computer di 18.000,00 €. Hai ragione Tu, non è facile trovare un politico che abbia questa sensibilità.<br />
Qualche hanno fa ho chiesto, nella qualità di Operatore politico di opposizione, la convoczione di un consiglio comunale straordinario aperto, per discutere dell&#8217;opportunità di acquistare un&#8217;ambulanza e della organizzazione di un servizio di volontariato per gestirla. Una richiesta che purtroppo non ha ritrovato riscontro.<br />
Non vorrei deluderti, ma sono certo che capirai che la nostra Associazione da sola non può fare molto. Due gli ostacoli, uno di ordine economico ( acquisto ambulanza ), l&#8217;altro di ordine organizzativo, è indispensabile che tante persone, medici e infermieri compresi, si dicano disponibili per garantire un servizio di pronto intervento h24. Nelle more che tutto ciò si posssa armonicamente concretizzare e l&#8217;Associazione lavorerà in questa direzione, Noi ( Associazione Futura ) congiuntamente alla Protezione Civile locale, abbiamo in calendario per il mese di ottobre un convegno sulle &#8220;Nozioni di Pronto intervento&#8221;.<br />
Ho profonda stima e rispetto per quanti da lontano pensano alla Nostra Sambuca il cui declino sembre inarrestabile.<br />
Io come tanti altri e sono certo come te,  non vogliamo che ciò accada, per questo abbiamo costituito l&#8217; Associazione Futura. Per fermare questo declino e contribuire alla sua RINASCITA.<br />
Spero di incontrarti. Ciao<br />
Salvino Ricca &#8211; Presidente dell&#8217;Associazione Futura</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Proposta per la sanità sambucese di Francesco Sciamè</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2009/06/19/proposta-per-la-sanita-sambucese/#comment-115</link>
		<dc:creator>Francesco Sciamè</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 12:25:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valledelbelice.wordpress.com/?p=637#comment-115</guid>
		<description>Ciao Gino, ho fatto leggere la tua interessantissima lettera a Salvino Ricca, presidente dell&#039;associazione Futura di cui io ne faccio parte. A breve avrai nostra risposta. Ne frattempo ti ringrazio per quello che hai scritto.

Francesco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gino, ho fatto leggere la tua interessantissima lettera a Salvino Ricca, presidente dell&#8217;associazione Futura di cui io ne faccio parte. A breve avrai nostra risposta. Ne frattempo ti ringrazio per quello che hai scritto.</p>
<p>Francesco</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Proposta per la sanità sambucese di Francesco Sciamè</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2009/06/19/proposta-per-la-sanita-sambucese/#comment-114</link>
		<dc:creator>Francesco Sciamè</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 12:25:21 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Gino, ho fatto leggete la tua interessantissima lettera a Salvino Ricca, presidente dell&#039;associazione Futura di cui io ne faccio parte. A breve avrai nostra risposta. Ne frattempo ti ringrazio per quello che hai scritto.

Francesco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gino, ho fatto leggete la tua interessantissima lettera a Salvino Ricca, presidente dell&#8217;associazione Futura di cui io ne faccio parte. A breve avrai nostra risposta. Ne frattempo ti ringrazio per quello che hai scritto.</p>
<p>Francesco</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Guardia Medica di gino</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2008/09/02/guardia-medica/#comment-113</link>
		<dc:creator>gino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 07:03:10 +0000</pubDate>
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		<description>jj</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>jj</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Guardia Medica di gino</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2008/09/02/guardia-medica/#comment-112</link>
		<dc:creator>gino</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2009 21:11:04 +0000</pubDate>
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		<description>La mia domanda invece è un&#039;altra:perchè non creare una postazione di 118 a Sambuca ?
chi vi scrive è un soccorritore del 118 di brescia in questo momento di turno,ogni volta che vengo a sambuca sento le stesse lamentele e mi chiedo:Ma un paese che ha un sindaco medico,che i medici di sambuca sono vicini alla politica come mai lasciano che i soccorsi arrivano dopo almeno mezzora dalla chiamata.loro sanno benissimo che ci sono i 10 minuti d&#039;oro,che se turiesci a dare ossigeno entro i dieci minuti ad una persona che ne necessita hai poche possibilità che la puoi salvare.
Se ha qualcuno interessa io ho un progetto su come impiantare a sambuca un&#039;associazione di volontariato del 118 per garantire al paese un giusto soccorso.
quest&#039;invito lo rivolgo alla associazione Futura e in particolare al presidente ne sarei felice se fosse proprio lui ad interessarsi di questo come io non lo conosco personalmente ma seguo l&#039;associazione e vedo delle innumerevoli intereventi che hanno fatto prendendo a cuore tutto quello che riguarda la popolazione di sambuca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia domanda invece è un&#8217;altra:perchè non creare una postazione di 118 a Sambuca ?<br />
chi vi scrive è un soccorritore del 118 di brescia in questo momento di turno,ogni volta che vengo a sambuca sento le stesse lamentele e mi chiedo:Ma un paese che ha un sindaco medico,che i medici di sambuca sono vicini alla politica come mai lasciano che i soccorsi arrivano dopo almeno mezzora dalla chiamata.loro sanno benissimo che ci sono i 10 minuti d&#8217;oro,che se turiesci a dare ossigeno entro i dieci minuti ad una persona che ne necessita hai poche possibilità che la puoi salvare.<br />
Se ha qualcuno interessa io ho un progetto su come impiantare a sambuca un&#8217;associazione di volontariato del 118 per garantire al paese un giusto soccorso.<br />
quest&#8217;invito lo rivolgo alla associazione Futura e in particolare al presidente ne sarei felice se fosse proprio lui ad interessarsi di questo come io non lo conosco personalmente ma seguo l&#8217;associazione e vedo delle innumerevoli intereventi che hanno fatto prendendo a cuore tutto quello che riguarda la popolazione di sambuca</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Salutiamo Giuseppe di anonimo</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2008/12/11/salutiamo-giuseppe/#comment-110</link>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 20:54:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valledelbelice.wordpress.com/?p=581#comment-110</guid>
		<description>ciao giuseppe, sono qui a salutarti e dirti che ti voglio bene. è stato un onore e una gioia averti accanto in tutto questo tempo. adesso sei volato in cielo, ma non cambia nulla, non cambierà mai nulla, tu ci sarai sempre e la gente non smetterà mai di conoscerti. 
ciao peppino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao giuseppe, sono qui a salutarti e dirti che ti voglio bene. è stato un onore e una gioia averti accanto in tutto questo tempo. adesso sei volato in cielo, ma non cambia nulla, non cambierà mai nulla, tu ci sarai sempre e la gente non smetterà mai di conoscerti.<br />
ciao peppino</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Riforma Gelmini &#8211; Anche Sambuca reagisce di ANGELO PENDOLA</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2008/10/22/riforma-germini-anche-sambuca-reagisce/#comment-109</link>
		<dc:creator>ANGELO PENDOLA</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 22:35:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valledelbelice.wordpress.com/?p=527#comment-109</guid>
		<description>LETTERA APERTA ALLA DOTTORESSA GELMINI 
MINISTRA DELLA REPUBBLICA IN QUESTO GOVERNO BERLUSCONI, ANNO DOMINI 2009. 


Dottoressa Gelmini, 
chi Le scrive è un ex insegnante, ex operaio, ex funzionario di un ex Ente di Stato; persona che ha avuto, e vorrebbe continuare ad avere, fiducia nelle Istituzioni, nelle persone; soprattutto in quelle che ci debbono governare affinché il nostro amato Paese possa migliorare sempre più, a distinguerci da tanti altri Paesi; come ci è testimone una lunghissima edificante storia. Infatti, essere Italiani, è stato un grande orgoglio e immenso amore. 
Chi Le scrive, Ministra, è un ex sotto tanti aspetti: anche ex giornalista – cioè non più iscritto all’Albo -, ma è ancora un cittadino Italiano; una persona che non ha ancora perduto quelle capacità intellettive che gli danno la possibilità di capire, ancora, tante cose. E anche, e soprattutto, colui che Le scrive è principalmente un genitore, un padre! E come padre, appunto, ha tutto il dovere di far sentire la sua voce, per ciò che può rappresentare, in un momento come questo che l’Italia sta attraversando, e che – molto probabilmente – passerà alla Storia come una delle parentesi più brutte e infauste che abbia colpito tanta Illuminata e Splendida Nazione. 
Patria del Diritto, della Letteratura, della Poesia e della Pittura, della Scultura e della Musica, dell’Architettura e della Ingegneria più avanzata: Patria di Grandi Uomini e di Grandi Popoli! In due parole: Patria delle Arti! 
Un Paese, un piccolo Paese, che ha saputo creare, quasi dal nulla, ciò che tutto il Mondo ci invidia: Tutto! 
Il sottoscritto, in questo contesto, vuole essere non soltanto voce di se stesso, ma anche di quei tanti Italiani, di quei tanti genitori, padri e madri, di quei tanti giovani precari che, dopo anni di fedeli servitori dello Stato, in cambio di un veramente misero stipendio, da fame o quasi, secondo quello che si prevede, potrebbero rimanere senza lavoro: magari dopo essersi sposati, contratto mutuo per comprare casa e, magari, messo al mondo dei figli. 
La prego Ministra, La prego dottoressa Gelmini, si soffermi un po’ di più su quest’ultimi due righi! 
Non so se Lei è mamma, e nel caso in cui ancora non lo fosse, ci si senta, si sforzi di pensare di esserlo, in modo che possa capire meglio. Ricordi sempre che “Bon tempu e malu tempo ‘un dura tuttu tempu!” (Buon tempo e maltempo non durano per sempre); oggi a me domani a te; non fare agli altri ciò che non vorresti per te; l’arvulu pecca e la cima ricivi (l’arbero commette la colpa e le fronde ne piangono le conseguenze): sagge parole che vengono fuori da millenni di esperienze! 
Ecco allora, dottoressa Gelmini, cosa Le chiede questo genitore, e assieme a lui tantissimi altri sicuramente: provi a riflettere ancora meglio, di più e con insistenza, su ciò che sta facendo quale Ministra alla Pubblica Istruzione; si prenda una vacanza di qualche giorno per stare lontano da tutti e da tutto ciò che non Le consente di meditare: e mediti! 
Pensi al Suo futuro… e a quello di tantissime persone, di moltissime famiglie; a quelle moltitudini di giovani che non potranno coronare i loro sogni, alle case che non potranno avere, ai figli che non potranno generare, alle scuole, alle università che non frequenteranno, ai lavori che non potranno intraprendere, alle intelligenze che non daranno mai frutti; all’ostacolo del Progetto Divino: “Fatti non fosti a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.” 
Cosa che, purtroppo, se si dovesse continuare su questa scia, Lei e il Suo Governo… non avrete permesso! 
I riflessi, gli effetti di ciò che voi state attualizzando – se Lei, malauguratamente, non riuscisse a fermare tale malvagio progetto – ricadrebbero su tante generazioni che la maledirebbero secula seculorum. 
Non permetta che ciò accada! Non si giochi l’anima, La prego! 
Lei si sta mettendo contro milioni di persone, di cittadini di oggi e di domani, non di semplici individui. 
Poi, Le m’insegna che la storia si ripete, e la nemesi storica è sempre inesorabile: trascina davanti a sé persone e progetti, stritolando e ammucchiando tutto e tutti; proprio come un Bulldozer coi detriti e i massi, senza alcun rispetto né per gli uni, né per gli altri! 
Se poi, corsi e ricorsi storici fanno parte di un ampio progetto Divino, non ci resta che dire amen. Ma non credo che sia questo il caso! 
Ma se siamo liberi da condizionamenti Celesti – così come ci è stato detto – bisogna reagire di fronte ai progetti malvagi, affinché non vengano fatti i giuochi di alcuno in particolare; bensì adoperarsi al massimo delle proprie forze, per un bene più grande e per il bene di tutti! 
Portare ancora avanti il progetto che La sta vedendo altamente impegnata in questo momento, La pone di fronte a come Lei passerà alla storia, a come sarà ricordata dai posteri, con fama tanto ma tanto più grande di quella toccata al grande Giovanni Gentile, Suo eccellente predecessore. Ma credo di poterLe assicurare che non sarà la stessa cosa! 
Lei, Ministra, se solo volesse, potrebbe stravolgere gli eventi: basterebbe dire, davanti alle telecamere che non Le mancano: “Amati connazionali… vi annuncio che, da oggi, rinuncio all’impegno che, ahimé, avevo assunto davanti al Governo e al popolo; sono nettamente contraria al progetto che stavo portando avanti riguardo a quella scuola che il Mondo tutto ci invidia, e che io personalmente non voglio contribuire a distruggere.” 
Si affacci alla finestra del Suo ufficio, guardi la gente felice che l’applaude, che La sta osannando per le strade. 
Che importanza può avere il giudizio di Berlusconi nei Suoi confronti; se sta dicendo in diretta Tv che aveva mal riposto in Lei le sue aspettative; che è una traditora e che ha già pronta la persona che La sostituisce? 
Lei ha permesso un miracolo! Lei è stata lo strumento di Dio, affinché non si realizzasse l’opera di Satana sulla Terra! 
Non si preoccupi più dell’altro: Lei ha dalla Sua parte Dio e il Popolo. 
Si continuerà a parlare di Lei in un ricordo perpetuo delle generazioni a venire che la benediranno secula seculorum! 

Non credo sia giusto, né corretto infierire nei Suoi riguardi, penso bensì opportuno pregare Iddio affinché La illumini e Le tracci la corretta strada. 


Cordiali saluti e auguri 

Angelo Pendola 

Sambuca di Sicilia, 14 febbraio 2009</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LETTERA APERTA ALLA DOTTORESSA GELMINI<br />
MINISTRA DELLA REPUBBLICA IN QUESTO GOVERNO BERLUSCONI, ANNO DOMINI 2009. </p>
<p>Dottoressa Gelmini,<br />
chi Le scrive è un ex insegnante, ex operaio, ex funzionario di un ex Ente di Stato; persona che ha avuto, e vorrebbe continuare ad avere, fiducia nelle Istituzioni, nelle persone; soprattutto in quelle che ci debbono governare affinché il nostro amato Paese possa migliorare sempre più, a distinguerci da tanti altri Paesi; come ci è testimone una lunghissima edificante storia. Infatti, essere Italiani, è stato un grande orgoglio e immenso amore.<br />
Chi Le scrive, Ministra, è un ex sotto tanti aspetti: anche ex giornalista – cioè non più iscritto all’Albo -, ma è ancora un cittadino Italiano; una persona che non ha ancora perduto quelle capacità intellettive che gli danno la possibilità di capire, ancora, tante cose. E anche, e soprattutto, colui che Le scrive è principalmente un genitore, un padre! E come padre, appunto, ha tutto il dovere di far sentire la sua voce, per ciò che può rappresentare, in un momento come questo che l’Italia sta attraversando, e che – molto probabilmente – passerà alla Storia come una delle parentesi più brutte e infauste che abbia colpito tanta Illuminata e Splendida Nazione.<br />
Patria del Diritto, della Letteratura, della Poesia e della Pittura, della Scultura e della Musica, dell’Architettura e della Ingegneria più avanzata: Patria di Grandi Uomini e di Grandi Popoli! In due parole: Patria delle Arti!<br />
Un Paese, un piccolo Paese, che ha saputo creare, quasi dal nulla, ciò che tutto il Mondo ci invidia: Tutto!<br />
Il sottoscritto, in questo contesto, vuole essere non soltanto voce di se stesso, ma anche di quei tanti Italiani, di quei tanti genitori, padri e madri, di quei tanti giovani precari che, dopo anni di fedeli servitori dello Stato, in cambio di un veramente misero stipendio, da fame o quasi, secondo quello che si prevede, potrebbero rimanere senza lavoro: magari dopo essersi sposati, contratto mutuo per comprare casa e, magari, messo al mondo dei figli.<br />
La prego Ministra, La prego dottoressa Gelmini, si soffermi un po’ di più su quest’ultimi due righi!<br />
Non so se Lei è mamma, e nel caso in cui ancora non lo fosse, ci si senta, si sforzi di pensare di esserlo, in modo che possa capire meglio. Ricordi sempre che “Bon tempu e malu tempo ‘un dura tuttu tempu!” (Buon tempo e maltempo non durano per sempre); oggi a me domani a te; non fare agli altri ciò che non vorresti per te; l’arvulu pecca e la cima ricivi (l’arbero commette la colpa e le fronde ne piangono le conseguenze): sagge parole che vengono fuori da millenni di esperienze!<br />
Ecco allora, dottoressa Gelmini, cosa Le chiede questo genitore, e assieme a lui tantissimi altri sicuramente: provi a riflettere ancora meglio, di più e con insistenza, su ciò che sta facendo quale Ministra alla Pubblica Istruzione; si prenda una vacanza di qualche giorno per stare lontano da tutti e da tutto ciò che non Le consente di meditare: e mediti!<br />
Pensi al Suo futuro… e a quello di tantissime persone, di moltissime famiglie; a quelle moltitudini di giovani che non potranno coronare i loro sogni, alle case che non potranno avere, ai figli che non potranno generare, alle scuole, alle università che non frequenteranno, ai lavori che non potranno intraprendere, alle intelligenze che non daranno mai frutti; all’ostacolo del Progetto Divino: “Fatti non fosti a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.”<br />
Cosa che, purtroppo, se si dovesse continuare su questa scia, Lei e il Suo Governo… non avrete permesso!<br />
I riflessi, gli effetti di ciò che voi state attualizzando – se Lei, malauguratamente, non riuscisse a fermare tale malvagio progetto – ricadrebbero su tante generazioni che la maledirebbero secula seculorum.<br />
Non permetta che ciò accada! Non si giochi l’anima, La prego!<br />
Lei si sta mettendo contro milioni di persone, di cittadini di oggi e di domani, non di semplici individui.<br />
Poi, Le m’insegna che la storia si ripete, e la nemesi storica è sempre inesorabile: trascina davanti a sé persone e progetti, stritolando e ammucchiando tutto e tutti; proprio come un Bulldozer coi detriti e i massi, senza alcun rispetto né per gli uni, né per gli altri!<br />
Se poi, corsi e ricorsi storici fanno parte di un ampio progetto Divino, non ci resta che dire amen. Ma non credo che sia questo il caso!<br />
Ma se siamo liberi da condizionamenti Celesti – così come ci è stato detto – bisogna reagire di fronte ai progetti malvagi, affinché non vengano fatti i giuochi di alcuno in particolare; bensì adoperarsi al massimo delle proprie forze, per un bene più grande e per il bene di tutti!<br />
Portare ancora avanti il progetto che La sta vedendo altamente impegnata in questo momento, La pone di fronte a come Lei passerà alla storia, a come sarà ricordata dai posteri, con fama tanto ma tanto più grande di quella toccata al grande Giovanni Gentile, Suo eccellente predecessore. Ma credo di poterLe assicurare che non sarà la stessa cosa!<br />
Lei, Ministra, se solo volesse, potrebbe stravolgere gli eventi: basterebbe dire, davanti alle telecamere che non Le mancano: “Amati connazionali… vi annuncio che, da oggi, rinuncio all’impegno che, ahimé, avevo assunto davanti al Governo e al popolo; sono nettamente contraria al progetto che stavo portando avanti riguardo a quella scuola che il Mondo tutto ci invidia, e che io personalmente non voglio contribuire a distruggere.”<br />
Si affacci alla finestra del Suo ufficio, guardi la gente felice che l’applaude, che La sta osannando per le strade.<br />
Che importanza può avere il giudizio di Berlusconi nei Suoi confronti; se sta dicendo in diretta Tv che aveva mal riposto in Lei le sue aspettative; che è una traditora e che ha già pronta la persona che La sostituisce?<br />
Lei ha permesso un miracolo! Lei è stata lo strumento di Dio, affinché non si realizzasse l’opera di Satana sulla Terra!<br />
Non si preoccupi più dell’altro: Lei ha dalla Sua parte Dio e il Popolo.<br />
Si continuerà a parlare di Lei in un ricordo perpetuo delle generazioni a venire che la benediranno secula seculorum! </p>
<p>Non credo sia giusto, né corretto infierire nei Suoi riguardi, penso bensì opportuno pregare Iddio affinché La illumini e Le tracci la corretta strada. </p>
<p>Cordiali saluti e auguri </p>
<p>Angelo Pendola </p>
<p>Sambuca di Sicilia, 14 febbraio 2009</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Riforma Gelmini &#8211; Anche Sambuca reagisce di ANGELO PENDOLA</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2008/10/22/riforma-germini-anche-sambuca-reagisce/#comment-108</link>
		<dc:creator>ANGELO PENDOLA</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 22:34:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valledelbelice.wordpress.com/?p=527#comment-108</guid>
		<description>La scuola italiana e la scuola degli altri paesi europei 
Francesca Gobbo, Università degli Studi di Torino 
Qualche anno fa ho pubblicato una antologia, Le scuole degli altri (Gobbo a cura di, 2006, SEI, Torino), dove alcuni colleghi europei riflettono criticamente sulle riforme scolastiche attuate nei loro paesi negli ultimi 20 anni. Lo scopo era di porre in prospettiva comparata la riforma italiana varata durante il precedente governo di centro-destra, esaminando le ragioni addotte per le trasformazioni del sistema scolastico italiano attraverso gli sguardi critici e riflessivi rivolti da studiosi dell’educazione alle scuole riformate di Gran Bretagna, Svezia, Francia, Germania e Romania. Le sintesi che ho elaborato per questo documento sono perciò tratte dai capitoli di quei colleghi. 
Il “filo rosso” che in Europa attraversa le decisioni politico-educative di riforma, e che fino ad un certo punto le accomuna, è “globalizzazione”. Come ben sappiamo (e verifichiamo quotidianamente), di globalizzazione parlano attualmente con disincanto anche coloro che fino a poco prima la sostenevano con convinzione (ma questo non vuol dire che della globalizzazione non si debba tener conto tuttora). Tuttavia, tra la seconda metà degli anni ottanta e i primi anni del nuovo secolo, essa favorisce (e al tempo stesso esige, per il suo stesso significato e dimensione produttiva) credenze culturali e strategie educative che spostano il senso del mondo dalla dimensione pubblica a quella individuale. 
Per quel che riguarda l’Inghilterra, la riforma Tatcher del 1988 istituirà il curricolo nazionale, il monitoraggio degli insegnanti e dell’attività delle scuole, la formazione di graduatorie delle medesime così che le famiglie possano scegliere, verbo che caratterizza il “clima” sociale e politico del tempo. Tale riforma mette in discussione la professionalità degli insegnanti, riducendone drasticamente l’autonomia educativa fino a quel momento garantita (soprattutto dal partito laburista) attraverso l’introduzione di riforme centralistiche e quasi di mercato che sono giustificate dal processo di de-industrializzazione e di contemporaneo rafforzamento della multinazionalità industriale, dalla crisi della fiscalità generale, dalla logica del mercato e dalla cultura del cosiddetto post-moderno (che si rafforzerà con la fine degli stati comunisti), il dogma della competitività, e la limitazione della centralità nazionale (anche per l’importanza crescente dell’Unione Europea). Il Labour non ha provocato svolte significative, ma confermato i programmi nazionali standardizzati, la necessità di capacità manageriali dei dirigenti scolastici, e quella dell’apprendimento continuo, favorendo “lo spostamento dall’eguaglianza di opportunità … alla diversità e differenziazione come principi organizzativi dell’offerta educativa”. Diversità e differenziazione qui significano richiesta (e aspettative) alle scuole di migliori prestazioni per poter essere più competitivi sul mercato internazionale da parte di famiglie, politici e imprenditori, mettendo in secondo piano (ma non a livello di ricerca e di dibattito tra gli studiosi) la questione dell’equità e della connessione tra rendimento scolastico e appartenenza sociale. 
La retorica della realizzazione individuale grazie alla possibilità e al ventaglio delle scelte si ritrova anche nell’analisi critica della riforma scolastica svedese. In Svezia, essa privilegia le risorse delle persone e in particolare la loro disponibilità a cambiare – quella che correntemente si definisce flessibilità – per rispondere alle ragioni dell’economia cui il sistema scolastico svedese alla fine degli anni ’80 non avrebbe dato indicazioni efficaci. Al contrario, occorre ora favorire il protagonismo e la responsabilità individuali di studenti e famiglie rispetto alla formazione e al futuro, e la differenziazione di carriera per gli insegnanti, legata al merito e ai risultati scolastici. Si tratta di risposte ai cambiamenti sociali, produttivi e politici derivanti anche dalla crescente mobilità della popolazione che richiede competenze spendibili al di fuori dei confini nazionali. La riforma stabilisce condizioni per uno stile e un’organizzazione del lavoro scolastico che valorizzano obiettivi individuali, capacità manageriali nei dirigenti, decentramento e competitività delle scuole, autonomia degli studenti e delle famiglie. L’accento è posto sul sapere come strumento e merce, mentre la relazione tra rendimento e appartenenza sociale, etnica e di genere appare depotenziata a livello pubblico e politico, le scuole rimangono luoghi di riproduzione sociale, poiché la retorica della scelta non è sostenuta dall’informazione necessaria a realizzarla, e la nozione di “bene comune” sembra ridursi alla somma delle realizzazioni e miglioramenti individuali,. 
In Francia è molto viva la riflessione sulla misura in cui la legislazione scolastica, che mira a realizzare sia la giusta competizione sia l’uguaglianza delle opportunità, favorendo il merito e la mobilità sociale. Le ricerche al proposito non permettono di essere ottimisti: le riforme che aprono l’accesso generalizzato alle scuole secondarie superiori, e l’intervento sui curricoli non riescono ad incidere sul peso che l’appartenenza sociale continua ad avere. Il numero di iscritti ai licei è cresciuto, ma le differenze tra i diversi tipi di diploma solleva la questione se il problema abbia origine nelle famiglie e nell’ambiente oppure nell’organizzazione e nella cultura scolastica. Gli anni di studio si sono allungati, la frequenza alla scuola materna è generalizzata (particolarmente nelle ZEP, zone di intervento educativo prioritario, spesso le banlieux). La scuola tuttavia appare debole, e le diverse riforme non sembrano in grado di irrobustirla, tanto più che le famiglie meglio informate e più preparate culturalmente richiedono che siano formate classi omogenee, scelta che a sua volta produce classi omogenee per gli studenti di status basso e spesso di origine straniera. La conclusione è che le disuguaglianze scolastiche e sociali persistono, spostandosi grazie all’espansione del sistema scolastico, e che la riduzione delle disuguaglianze sociali conta di più delle riforme scolastiche per una effettiva democratizzazione della società. In Francia le scuole non sono propriamente autonome, ma hanno margini di manovra rispetto ai contenuti e alla composizione delle classi, alle iniziative didattiche ed educative per gli studenti in difficoltà. A livello nazionale l’investimento è sulle “buone pratiche” e sulla formazione degli insegnanti, piuttosto che sui risultati degli studenti. Diversamente che nel Regno Unito, le valutazioni dell’attività scolastica non sono rese pubbliche, ma utilizzate per migliorare la didattica anche se troppo spesso non si tiene conto del già menzionato “effetto istituto” e dell’influenza del contesto classe. Decidendo in tal senso, si vuole evitare conflitto tra scelte delle famiglie e leggi di mercato, limitando la possibilità di queste a condizionare gli obiettivi scolastici e educativi. La valutazione degli insegnanti è collegata anche in Francia allo stipendio e alla progressione di carriera, con l’introduzione di criteri di merito e differenziazione nel corpo insegnanti, ma questo non indicherebbe che le ragioni della produttività e del mercato si sono insediate fermamente nello spazio scolastico. 
Il sistema scolastico tedesco è plurale e costoso, ma risponde all’obiettivo di evitare ogni possibile uniformità dell’ambito culturale e scolastico, come avvenne invece durante la dittatura nazionalsocialista. Quali sono i suoi aspetti specifici e problematici? Bassa disponibilità delle scuole a innovare, però mitigata dalla capacità di cambiare in risposta alla pressione dei processi di sviluppo economico e alle trasformazioni della vita e cultura quotidiana, il carattere multiculturale delle scuole e la conseguente complessità della loro gestione, la precoce canalizzazione delle potenzialità di apprendimento giovanile nei diversi indirizzi scolastici, il sempre meno attraente mestiere di insegnante, l’eterogeneità dei bisogni formativi dei giovani, la persistente tendenza degli insegnanti a percepirsi come dipendenti pubblici, nonostante la maggiore autonomia e responsabilità loro assegnata. 
La radicale riforma del sistema scolastico rumeno fa invece parte del processo di democratizzazione e modernizzazione in quel paese dopo la fine del comunismo, e ha comportato la rielaborazione dei libri di testo e dei programmi, il rinnovamento dei curricoli, l’introduzione di nuove tematiche e metodologie educative, il decentramento del sistema scolastico, la formazione continua, la promozione di una cultura del merito e della competitività, la scelta della managerialità scolastica. Strettamente intrecciate a questa riforma, l’adesione alla Unione Europea (con l’adeguamento al quadro legislativo europeo e internazionale), la globalizzazione, il processo di transizione economica e produttiva, da un lato. Dall’altro, i problemi educativi legati alla condizione delle minoranze, il mancato avvio della formazione degli insegnanti, la persistenza della vecchia burocrazia, la differenziazione tra le diverse aree del paese, diversamente finanziate, e le loro scuole, il permanere della disuguaglianza scolastica. 
www.bdp.it/euridyce/index.php 


LIBRERIA FELTRINELLI 
via Manzoni 12, Milano 
(metro 1 Cordusio e Duomo, 3 Monte Napoleone; tram 1, 2) 

LA SCUOLA ITALIANA E 
LA SCUOLA DEGLI ALTRI PAESI EUROPEI 

Video 
Filmato da La classe - Entre les murs di Laurent Cantet 
Intervento 
Francesca Gobbo - Professora ordinaria di Pedagogia interculturale e Antropologia dell&#039;educazione nell&#039;Università degli studi di Torino 
Esperienza 
Elena Miglietta - Maestra di sostegno alle elementari, di Retescuole 
Musica 
Compagno di scuola di Antonello Venditti 
Moderatore 
Leone De Vita (Cooperativa Chico Mendes). 

L&#039;ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La scuola italiana e la scuola degli altri paesi europei<br />
Francesca Gobbo, Università degli Studi di Torino<br />
Qualche anno fa ho pubblicato una antologia, Le scuole degli altri (Gobbo a cura di, 2006, SEI, Torino), dove alcuni colleghi europei riflettono criticamente sulle riforme scolastiche attuate nei loro paesi negli ultimi 20 anni. Lo scopo era di porre in prospettiva comparata la riforma italiana varata durante il precedente governo di centro-destra, esaminando le ragioni addotte per le trasformazioni del sistema scolastico italiano attraverso gli sguardi critici e riflessivi rivolti da studiosi dell’educazione alle scuole riformate di Gran Bretagna, Svezia, Francia, Germania e Romania. Le sintesi che ho elaborato per questo documento sono perciò tratte dai capitoli di quei colleghi.<br />
Il “filo rosso” che in Europa attraversa le decisioni politico-educative di riforma, e che fino ad un certo punto le accomuna, è “globalizzazione”. Come ben sappiamo (e verifichiamo quotidianamente), di globalizzazione parlano attualmente con disincanto anche coloro che fino a poco prima la sostenevano con convinzione (ma questo non vuol dire che della globalizzazione non si debba tener conto tuttora). Tuttavia, tra la seconda metà degli anni ottanta e i primi anni del nuovo secolo, essa favorisce (e al tempo stesso esige, per il suo stesso significato e dimensione produttiva) credenze culturali e strategie educative che spostano il senso del mondo dalla dimensione pubblica a quella individuale.<br />
Per quel che riguarda l’Inghilterra, la riforma Tatcher del 1988 istituirà il curricolo nazionale, il monitoraggio degli insegnanti e dell’attività delle scuole, la formazione di graduatorie delle medesime così che le famiglie possano scegliere, verbo che caratterizza il “clima” sociale e politico del tempo. Tale riforma mette in discussione la professionalità degli insegnanti, riducendone drasticamente l’autonomia educativa fino a quel momento garantita (soprattutto dal partito laburista) attraverso l’introduzione di riforme centralistiche e quasi di mercato che sono giustificate dal processo di de-industrializzazione e di contemporaneo rafforzamento della multinazionalità industriale, dalla crisi della fiscalità generale, dalla logica del mercato e dalla cultura del cosiddetto post-moderno (che si rafforzerà con la fine degli stati comunisti), il dogma della competitività, e la limitazione della centralità nazionale (anche per l’importanza crescente dell’Unione Europea). Il Labour non ha provocato svolte significative, ma confermato i programmi nazionali standardizzati, la necessità di capacità manageriali dei dirigenti scolastici, e quella dell’apprendimento continuo, favorendo “lo spostamento dall’eguaglianza di opportunità … alla diversità e differenziazione come principi organizzativi dell’offerta educativa”. Diversità e differenziazione qui significano richiesta (e aspettative) alle scuole di migliori prestazioni per poter essere più competitivi sul mercato internazionale da parte di famiglie, politici e imprenditori, mettendo in secondo piano (ma non a livello di ricerca e di dibattito tra gli studiosi) la questione dell’equità e della connessione tra rendimento scolastico e appartenenza sociale.<br />
La retorica della realizzazione individuale grazie alla possibilità e al ventaglio delle scelte si ritrova anche nell’analisi critica della riforma scolastica svedese. In Svezia, essa privilegia le risorse delle persone e in particolare la loro disponibilità a cambiare – quella che correntemente si definisce flessibilità – per rispondere alle ragioni dell’economia cui il sistema scolastico svedese alla fine degli anni ’80 non avrebbe dato indicazioni efficaci. Al contrario, occorre ora favorire il protagonismo e la responsabilità individuali di studenti e famiglie rispetto alla formazione e al futuro, e la differenziazione di carriera per gli insegnanti, legata al merito e ai risultati scolastici. Si tratta di risposte ai cambiamenti sociali, produttivi e politici derivanti anche dalla crescente mobilità della popolazione che richiede competenze spendibili al di fuori dei confini nazionali. La riforma stabilisce condizioni per uno stile e un’organizzazione del lavoro scolastico che valorizzano obiettivi individuali, capacità manageriali nei dirigenti, decentramento e competitività delle scuole, autonomia degli studenti e delle famiglie. L’accento è posto sul sapere come strumento e merce, mentre la relazione tra rendimento e appartenenza sociale, etnica e di genere appare depotenziata a livello pubblico e politico, le scuole rimangono luoghi di riproduzione sociale, poiché la retorica della scelta non è sostenuta dall’informazione necessaria a realizzarla, e la nozione di “bene comune” sembra ridursi alla somma delle realizzazioni e miglioramenti individuali,.<br />
In Francia è molto viva la riflessione sulla misura in cui la legislazione scolastica, che mira a realizzare sia la giusta competizione sia l’uguaglianza delle opportunità, favorendo il merito e la mobilità sociale. Le ricerche al proposito non permettono di essere ottimisti: le riforme che aprono l’accesso generalizzato alle scuole secondarie superiori, e l’intervento sui curricoli non riescono ad incidere sul peso che l’appartenenza sociale continua ad avere. Il numero di iscritti ai licei è cresciuto, ma le differenze tra i diversi tipi di diploma solleva la questione se il problema abbia origine nelle famiglie e nell’ambiente oppure nell’organizzazione e nella cultura scolastica. Gli anni di studio si sono allungati, la frequenza alla scuola materna è generalizzata (particolarmente nelle ZEP, zone di intervento educativo prioritario, spesso le banlieux). La scuola tuttavia appare debole, e le diverse riforme non sembrano in grado di irrobustirla, tanto più che le famiglie meglio informate e più preparate culturalmente richiedono che siano formate classi omogenee, scelta che a sua volta produce classi omogenee per gli studenti di status basso e spesso di origine straniera. La conclusione è che le disuguaglianze scolastiche e sociali persistono, spostandosi grazie all’espansione del sistema scolastico, e che la riduzione delle disuguaglianze sociali conta di più delle riforme scolastiche per una effettiva democratizzazione della società. In Francia le scuole non sono propriamente autonome, ma hanno margini di manovra rispetto ai contenuti e alla composizione delle classi, alle iniziative didattiche ed educative per gli studenti in difficoltà. A livello nazionale l’investimento è sulle “buone pratiche” e sulla formazione degli insegnanti, piuttosto che sui risultati degli studenti. Diversamente che nel Regno Unito, le valutazioni dell’attività scolastica non sono rese pubbliche, ma utilizzate per migliorare la didattica anche se troppo spesso non si tiene conto del già menzionato “effetto istituto” e dell’influenza del contesto classe. Decidendo in tal senso, si vuole evitare conflitto tra scelte delle famiglie e leggi di mercato, limitando la possibilità di queste a condizionare gli obiettivi scolastici e educativi. La valutazione degli insegnanti è collegata anche in Francia allo stipendio e alla progressione di carriera, con l’introduzione di criteri di merito e differenziazione nel corpo insegnanti, ma questo non indicherebbe che le ragioni della produttività e del mercato si sono insediate fermamente nello spazio scolastico.<br />
Il sistema scolastico tedesco è plurale e costoso, ma risponde all’obiettivo di evitare ogni possibile uniformità dell’ambito culturale e scolastico, come avvenne invece durante la dittatura nazionalsocialista. Quali sono i suoi aspetti specifici e problematici? Bassa disponibilità delle scuole a innovare, però mitigata dalla capacità di cambiare in risposta alla pressione dei processi di sviluppo economico e alle trasformazioni della vita e cultura quotidiana, il carattere multiculturale delle scuole e la conseguente complessità della loro gestione, la precoce canalizzazione delle potenzialità di apprendimento giovanile nei diversi indirizzi scolastici, il sempre meno attraente mestiere di insegnante, l’eterogeneità dei bisogni formativi dei giovani, la persistente tendenza degli insegnanti a percepirsi come dipendenti pubblici, nonostante la maggiore autonomia e responsabilità loro assegnata.<br />
La radicale riforma del sistema scolastico rumeno fa invece parte del processo di democratizzazione e modernizzazione in quel paese dopo la fine del comunismo, e ha comportato la rielaborazione dei libri di testo e dei programmi, il rinnovamento dei curricoli, l’introduzione di nuove tematiche e metodologie educative, il decentramento del sistema scolastico, la formazione continua, la promozione di una cultura del merito e della competitività, la scelta della managerialità scolastica. Strettamente intrecciate a questa riforma, l’adesione alla Unione Europea (con l’adeguamento al quadro legislativo europeo e internazionale), la globalizzazione, il processo di transizione economica e produttiva, da un lato. Dall’altro, i problemi educativi legati alla condizione delle minoranze, il mancato avvio della formazione degli insegnanti, la persistenza della vecchia burocrazia, la differenziazione tra le diverse aree del paese, diversamente finanziate, e le loro scuole, il permanere della disuguaglianza scolastica.<br />
<a href="http://www.bdp.it/euridyce/index.php" rel="nofollow">http://www.bdp.it/euridyce/index.php</a> </p>
<p>LIBRERIA FELTRINELLI<br />
via Manzoni 12, Milano<br />
(metro 1 Cordusio e Duomo, 3 Monte Napoleone; tram 1, 2) </p>
<p>LA SCUOLA ITALIANA E<br />
LA SCUOLA DEGLI ALTRI PAESI EUROPEI </p>
<p>Video<br />
Filmato da La classe &#8211; Entre les murs di Laurent Cantet<br />
Intervento<br />
Francesca Gobbo &#8211; Professora ordinaria di Pedagogia interculturale e Antropologia dell&#8217;educazione nell&#8217;Università degli studi di Torino<br />
Esperienza<br />
Elena Miglietta &#8211; Maestra di sostegno alle elementari, di Retescuole<br />
Musica<br />
Compagno di scuola di Antonello Venditti<br />
Moderatore<br />
Leone De Vita (Cooperativa Chico Mendes). </p>
<p>L&#8217;ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cultura di ROSITA</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2008/08/06/cultura-2/#comment-107</link>
		<dc:creator>ROSITA</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 12:12:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://sambucadisicilia.wordpress.com/?p=64#comment-107</guid>
		<description>WE we we we we we we ......che so sti commenti?
So della Romaaaaaaa e basta!!!! E non di + quel Forza.......che me fai arrabbià!!!!
Speriamo di scendere presto!! Sambuca mi mancaaaaa anche sono nata e sempre vissuto a Roma!!!
baci baci</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>WE we we we we we we &#8230;&#8230;che so sti commenti?<br />
So della Romaaaaaaa e basta!!!! E non di + quel Forza&#8230;&#8230;.che me fai arrabbià!!!!<br />
Speriamo di scendere presto!! Sambuca mi mancaaaaa anche sono nata e sempre vissuto a Roma!!!<br />
baci baci</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Offresi lavoro redditizio e sicuro di frsciame</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2009/01/27/offresi-lavoro-redditizio-e-sicuro/#comment-106</link>
		<dc:creator>frsciame</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 15:55:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valledelbelice.wordpress.com/?p=609#comment-106</guid>
		<description>Se sei interessato/a manda un curriculum e sarai contattato direttamente.
Mi dispiace ma non posso dire apertamente di quale banca si tratta.

Ciao 

Francesco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se sei interessato/a manda un curriculum e sarai contattato direttamente.<br />
Mi dispiace ma non posso dire apertamente di quale banca si tratta.</p>
<p>Ciao </p>
<p>Francesco</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Offresi lavoro redditizio e sicuro di Fra</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2009/01/27/offresi-lavoro-redditizio-e-sicuro/#comment-105</link>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 15:49:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valledelbelice.wordpress.com/?p=609#comment-105</guid>
		<description>ma........è possibile sapere il nome della banca??? 

ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma&#8230;&#8230;..è possibile sapere il nome della banca??? </p>
<p>ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su &#8220;Termovalorizzatore&#8221;- Woodcock indaga anche a Sambuca di Walter Giannò</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2009/01/21/termovalorizzatore-woodcock-indaga-anche-a-sambuca/#comment-104</link>
		<dc:creator>Walter Giannò</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 09:25:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valledelbelice.wordpress.com/?p=601#comment-104</guid>
		<description>Salve, il mio nome è Walter Giannò, palermitano, collaboratore del Giornale di Sicilia. Mi occuperò anche delle notizie territoriali di Sambuca. Peranto, vi invito già da adesso a conservare la mia e-mail: walter.gianno@email.it. Potete inviarmi le vostre segnalazioni, comunicati ecc... presto ci sarà anche l&#039;urban blog di Sambuca (network nazionale Blogolandia) ed avrò bisogno anche del vostro aiuto. Sono su Facebook, dove potete aggiungermi liberamente...

Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve, il mio nome è Walter Giannò, palermitano, collaboratore del Giornale di Sicilia. Mi occuperò anche delle notizie territoriali di Sambuca. Peranto, vi invito già da adesso a conservare la mia e-mail: <a href="mailto:walter.gianno@email.it">walter.gianno@email.it</a>. Potete inviarmi le vostre segnalazioni, comunicati ecc&#8230; presto ci sarà anche l&#8217;urban blog di Sambuca (network nazionale Blogolandia) ed avrò bisogno anche del vostro aiuto. Sono su Facebook, dove potete aggiungermi liberamente&#8230;</p>
<p>Saluti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su RICOSTRUZIONE VALLE DEL BELICE di MARIA</title>
		<link>http://valledelbelice.wordpress.com/2008/12/19/riabilitati-i-fondi-per-la-ricostruzione-post-terremoto/#comment-103</link>
		<dc:creator>MARIA</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 23:09:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://valledelbelice.wordpress.com/?p=583#comment-103</guid>
		<description>SALVE VOLEVO SAPERE I SOLDI A NATALE 2008 SONO ARRIVATI PER LA RICOSRUZIONE , E GLI ALTRI PER IL 2009 ARRIVERANNO PER PRIMAVERA 2009? SONO DI MENFI E MI INTERESSAVA SAPERLO  PERCHE SICURAMENTE RIENTRERO&#039; NEI 50.000 EURO GRAZIE</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SALVE VOLEVO SAPERE I SOLDI A NATALE 2008 SONO ARRIVATI PER LA RICOSRUZIONE , E GLI ALTRI PER IL 2009 ARRIVERANNO PER PRIMAVERA 2009? SONO DI MENFI E MI INTERESSAVA SAPERLO  PERCHE SICURAMENTE RIENTRERO&#8217; NEI 50.000 EURO GRAZIE</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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